Ansia da separazione nel cane

Ansia da separazione nel cane

Ansia da separazione: cos’è, cosa evitare e come aiutare il cane che ne soffre.

L’ansia da separazione, problema comportamentale noto a tante persone, è un disagio che il cane manifesta con una ampia varietà di sintomi quando rimane senza la sua figura di riferimento.

La causa dell’ansia da separazione è solitamente il tipo di legame che il cane, in giovane età, ha sviluppato con uno o più componenti della famiglia.

Quando viviamo con un cucciolo, infatti, siamo spesso portati a coccolarlo continuamente, accoglierlo quando ci cerca per restare in contatto continuo con noi o addirittura tenerlo molto in braccio e iper-proteggerlo limitandolo nelle sue esplorazioni.

Sicuramente è importantissimo essere rassicuranti e presenti con un cucciolo che cresce ed ha bisogno di riferimenti sicuri ma è altrettanto importante dargli delle opportunità per sperimentare le sue capacità di autonomia, facendolo con il giusto metodo e la corretta gradualità e tempistica.

Ci sono cani che manifestano ansia anche solo quando perdono di vista il loro referente dentro casa, se non possono seguirlo fisicamente o almeno solo con lo sguardo, ed altri che invece soffrono di questo problema quando la famiglia esce di casa lasciandoli realmente da soli.
 

I sintomi possono essere diversi e di differente intensità.

Alcuni soggetti manifestano sintomi molto violenti anche se restano da soli per pochi minuti, facendo urina e feci sparse per casa, distruggendo cuscini o divani, tirando a terra libri o soprammobili e molto altro ancora.

Altri cani, in aggiunta o in alternativa, quando restano da soli possono abbaiare o ululare ininterrottamente, per ore, dimenticando di bere e riposare perché incapaci di calmarsi. 

Tutto questo oltre ad essere molto dannoso per la loro salute, può creare problemi con i vicini di casa e danni anche piuttosto seri al mobilio.

Cosa accade a questi cani? Qual è l’errore più comune che si commette di fronte a quello che fanno?

L’errore più frequente che si commette rientrando a casa è punirli o sgridarli per i danni che hanno fatto. 

È vero, non è facile restare indifferenti quando si trova la casa devastata dal cane o il vicino ci ha chiamati per lamentarsi, eppure è fondamentale riuscire a farlo.

Ciò che spesso noi chiamiamo “dispetto” in verità è l’espressione di un profondissimo disagio che il cane vive travolto da emozioni negative. Basta comprendere questo per capire quanto possa essere dannosa la punizione o il rimprovero.

Ciò che provoca questo disagio spesso è una eccessiva dipendenza da noi, la percezione che il cane ha di insicurezza, una sorta di pensiero angosciante “da solo non riesco a sopravvivere”

L’ansia, espressa in quei danni che noi erroneamente pensiamo siano dispetti, in questi cani è davvero violentissima e loro cercano di affrontarla come possono: si agitano, ci cercano, annusano in giro, leccano, mordicchiano per provare a calmarsi, hanno dissenteria dovuta ad attacchi di colite e, nei casi più gravi, di panico.

Facile immaginare perché sia necessario evitare la punizione. Tutto ciò accade contro la volontà dell’animale, anzi lui eviterebbe ben volentieri di stare così male.

E allora se non sono dispetti perché quando rientriamo possiamo trovarlo affranto, come se si sentisse in colpa?

Perché la nostra comunicazione non verbale è chiarissima agli occhi dei nostri amici, la nostra reazione di rabbia, seppur silenziosa o peggio se in passato si è tradotta in urla, sculacciate o punizioni, è evidente.

Ciò che la rende disfunzionale è che tutto ciò che è stato in nostra assenza avviene a seguito di uno stato ansioso del tutto incontrollabile per il cane e che si traduce in comportamenti che vanno oltre la sua possibilità di interrompersi.

Cosa fare, quindi?

Attenzione: Inibizione o punizione dei sintomi di ansia provocano esclusivamente un peggioramento del problema.

Oltre ad evitare le punizioni sarà importante evitare qualsiasi forma di contenimento come ad esempio chiuderlo in una gabbia in casa oppure in una stanza vuota al fine di limitare i danni.

Decisamente più utile, per ridurre l’ansia e i relativi sintomi, sarà dargli supporto chiedendo aiuto a un parente oppure a un dog sitter, per limitare al minimo il tempo che passerà da solo.

I sintomi dell’ansia da separazione sono difficili da accettare per noi, talvolta i danni sono veramente molto importanti, ma non dimenticate che esprimono una sofferenza che il cane non può controllare e che si eviterebbe ben volentieri anche lui.

Pertanto vi consiglio, in prima battuta, di avere pazienza e comprensione perché il cane sta soffrendo tanto quanto voi patite gli effetti del suo comportamento e quanto prima di rivolgervi al vostro medico veterinario che valutata la situazione vi potrà consigliare un collega veterinario esperto in comportamento che saprà darvi aiuto rapidamente.


“Med. Vet., PhD, Esperto in comportamento animale riconosciuto FNOVI, Presidente SISCA (Società Italiana Scienze Comportamentali Applicate) - (Medicina comportamentale)”

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