Cane anziano: come mantenerlo in salute più a lungo e quali controlli fare

Cane anziano: come mantenerlo in salute più a lungo e quali controlli fare

 

Negli ultimi decenni l’aspettativa di vita dei cani è aumentata. Una migliore alimentazione, le vaccinazioni e le profilassi antiparassitarie, i progressi della medicina veterinaria e una maggiore attenzione alla prevenzione permettono oggi a molti cani di vivere più a lungo e in buone condizioni di salute.

Con l’avanzare dell’età, tuttavia, l’organismo va incontro a cambiamenti fisiologici e diminuisce progressivamente la sua capacità di adattarsi alle malattie e agli eventi stressanti.

L’obiettivo della medicina preventiva nel cane anziano non è impedire questo naturale processo, ma riconoscere precocemente eventuali problemi e mantenere il più a lungo possibile una buona qualità di vita.

 

I piccoli cambiamenti che il proprietario non dovrebbe sottovalutare

Molte malattie del cane anziano iniziano lentamente e possono manifestarsi inizialmente con sintomi lievi, facilmente attribuiti all’età.

Il proprietario ha quindi un ruolo fondamentale, perché è la persona che meglio conosce le abitudini ed il comportamento del proprio cane e può accorgersi per prima di un cambiamento.

Bere o urinare più del solito, modificare l’appetito, aumentare o perdere peso, avere meno voglia di passeggiare o giocare, stancarsi più facilmente, tossire, respirare diversamente, avere difficoltà ad alzarsi, salire le scale o saltare sono segnali da non trascurare.

Anche episodi ricorrenti di vomito e diarrea, difficoltà a urinare o defecare, alito particolarmente cattivo, comparsa o crescita di noduli cutanei, alterazioni della vista o dell’udito sono sintomi che meritano attenzione.

In alcuni casi i primi segnali di un problema possono essere ancora più sfumati e riguardare il comportamento: il cane dorme più del solito, si sveglia durante la notte, appare disorientato, diventa più irritabile, cerca maggiormente l’isolamento, interagisce meno con le persone oppure perde abitudini che aveva mantenuto per tutta la vita.

Non tutto ciò che cambia in un cane anziano è necessariamente dovuto alla vecchiaia.

Anche una piccola modificazione delle sue abitudini può rappresentare il primo segnale di dolore o di una malattia ancora poco evidente.

 

Quali sono le patologie più frequenti nel cane anziano?

Con l’avanzare dell’età aumenta la frequenza di diverse patologie.

L’osteoartrosi e altre malattie dell’apparato locomotore sono particolarmente comuni. Il dolore cronico non provoca necessariamente una zoppia evidente: il cane può semplicemente muoversi meno, diventare più lento o modificare alcune delle proprie abitudini.

Sono frequenti anche le malattie dentali e del cavo orale, che possono provocare dolore e difficoltà nella masticazione anche quando il cane continua apparentemente a mangiare normalmente.

Tra le patologie degli organi interni assumono particolare importanza le cardiopatie, la malattia renale cronica, le malattie epatiche ed alcune patologie endocrine e metaboliche, come l'ipotiroidismo, il diabete mellito e la sindrome di Cushing.

Anche l’ipertensione arteriosa può essere presente, soprattutto in associazione ad altre malattie, e nel tempo può danneggiare organi particolarmente sensibili come reni, occhi, cuore e sistema nervoso.

Con l’età possono inoltre assumere maggiore importanza alcune patologie vascolari e tromboemboliche.

Un altro capitolo importante è rappresentato dalle neoplasie, la cui frequenza aumenta con l’età e che possono interessare praticamente qualsiasi organo o apparato.

Infine, anche il cervello invecchia. Alcuni cani possono sviluppare la sindrome da disfunzione cognitiva, caratterizzata da alterazioni dell’orientamento, del sonno, delle interazioni sociali, delle abitudini e delle capacità apprese.

Nel cane anziano è inoltre frequente la presenza contemporanea di più patologie. Per questo è importante considerare sempre lo stato di salute complessivo dell’animale e non soltanto il singolo problema.

 

Quali controlli possono essere fatti nel cane anziano?

Molte malattie possono essere presenti per mesi prima di provocare sintomi chiaramente riconoscibili.

I controlli periodici fatti presso il Medico Veterinario di fiducia permettono di raccogliere informazioni sullo stato di salute del cane e soprattutto di confrontare i risultati nel tempo, individuando eventuali cambiamenti.

La visita clinica periodica rappresenta il punto di partenza e permette di valutare, tra gli altri aspetti, cuore e apparato respiratorio, addome, cute, cavo orale, occhi, articolazioni e capacità di movimento.

Particolare attenzione può essere riservata al peso corporeo, allo stato nutrizionale e alla massa muscolare. Il peso, infatti, da solo non racconta tutto: un cane può mantenere un peso apparentemente stabile mentre perde progressivamente muscolo e accumula grasso. La perdita di massa muscolare è un fenomeno importante nell’animale anziano.

Gli esami di laboratorio, come emocromo, profilo biochimico ed esame delle urine, possono evidenziare alterazioni non ancora accompagnate da sintomi evidenti e fornire informazioni sulla funzionalità di reni, fegato e altri organi.

La misurazione della pressione arteriosa sistemica consente di identificare un’eventuale ipertensione, che spesso non produce sintomi facilmente riconoscibili nelle fasi iniziali.

A questi controlli possono affiancarsi, quando necessari, esami strumentali come ecografia, radiografie, elettrocardiogramma, ecocardiografia o altre indagini diagnostiche.

Il Medico Veterinario, dopo la visita clinica, valuterà quali sono gli esami più indicati per il singolo paziente.

Età, condizioni generali, storia clinica, eventuali sintomi e risultati dei controlli precedenti permettono di costruire nel tempo un percorso di prevenzione individuale.

 

Stile di vita, alimentazione e attività fisica

La prevenzione non si limita alle visite e agli esami diagnostici.

Mantenere un peso corporeo adeguato e una buona massa muscolare è particolarmente importante durante l’invecchiamento.

Diventare anziani non significa smettere di fare attività fisica. Passeggiate regolari e un movimento adeguato alle capacità individuali contribuiscono a preservare muscolatura, mobilità e autonomia.

L’attività deve naturalmente essere adattata alle condizioni fisiche del cane, evitando sia gli sforzi eccessivi che una sedentarietà non necessaria.

Anche l’alimentazione deve essere adeguata alle condizioni del singolo animale.

Non tutti i cani anziani hanno le stesse necessità: un cane sano, uno sovrappeso, un animale che sta perdendo massa muscolare e un cane affetto da una patologia renale, cardiaca o metabolica richiedono approcci nutrizionali differenti.

Mantenere una regolare attività mentale è importante: passeggiate, esplorazione, interazione con le persone, gioco e semplici stimoli cognitivi contribuiscono al benessere complessivo del cane anziano.

Comfort ambientale e routine possono infine fare una grande differenza.

Pavimenti non scivolosi, un luogo comodo per riposare, un facile accesso ad acqua e cibo e passeggiate adeguate alle sue possibilità possono aiutare il cane a conservare più a lungo la propria autonomia.

 

Osservare il cane è una forma di prevenzione

Un proprietario trascorre con il cane molto più tempo di chiunque altro ed è quindi la persona che può accorgersi per prima dei piccoli cambiamenti.

Appetito, quantità di acqua bevuta, peso, capacità di movimento, qualità del sonno, comportamento, respirazione, capacità di urinare e defecare e interesse per le attività abituali sono tutti aspetti che vale la pena osservare.

È importante conoscere ciò che è normale per quel cane. Una variazione rispetto alle sue normali abitudini può essere molto significativa.

Osservare il proprio cane e sottoporlo a controlli veterinari periodici sono quindi due aspetti complementari della prevenzione: il proprietario può riconoscere per primo un cambiamento, mentre la visita clinica e gli eventuali accertamenti permettono di comprenderne il significato.

 

Più anni, ma soprattutto anni vissuti bene

La medicina preventiva del cane anziano non ha l’obiettivo di medicalizzare la vecchiaia e non può impedire il naturale processo di invecchiamento.

Può però contribuire a riconoscere precocemente le malattie, controllare il dolore, preservare mobilità e massa muscolare, adottare un’alimentazione adeguata e mantenere un’attività fisica compatibile con le condizioni del cane.

La collaborazione tra proprietario e veterinario, attraverso l’osservazione quotidiana e i controlli periodici, assume quindi particolare importanza anche quando il cane apparentemente sta bene.

Perché l’obiettivo non è soltanto che il nostro cane viva più a lungo, ma che possa vivere bene il maggior numero possibile degli anni trascorsi insieme a noi.


“DVM, Diplomato ECVCP, EBVS® - European Specialist in Veterinary Clinical Pathology (Patologia clinica - Ematologia - Citologia generale e midollare)”
Med. Vet., PHD, Direttore de "Il Fatto Veterinario"
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