Quando i gatti superano gli 8 anni di età, entrano ufficialmente in una delicata fase della vita in cui le attenzioni veterinarie si dovrebbero intensificare.
Spesso si tende a giustificare piccoli cambiamenti nel loro comportamento o nel loro aspetto fisico come "segni dell'età", quando in realtà potrebbero rappresentare un primo campanello d’allarme per patologie potenzialmente serie.
Un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Veterinary Internal Medicine nel 2026 condotto nel Regno Unito offre una prospettiva illuminante e fondamentale per chi convive con un felino senior.
Il dato più importante emerso dalla ricerca è che ben il 42,1% dei gatti considerati perfettamente in salute dai proprietari e presentati a visita per un semplice controllo di routine, soffriva in realtà di almeno una condizione medica significativa che richiedeva un intervento o un monitoraggio veterinario.
I problemi riscontrati più frequentemente dai veterinari durante la visita clinica e gli esami di screening del sangue e delle urine comprendevano:
- ipertiroidismo (19,2% dei casi): l'ipertiroidismo è stata la patologia endocrina più comunemente diagnosticata nei gatti anziani, colpendo quasi un gatto su cinque.
Questa patologia è causata da un'iperattività della ghiandola tiroidea che produce un eccesso di ormoni, accelerando il metabolismo dell'organismo.
Lo screening precoce tramite il dosaggio dell'ormone tiroxina totale (TT4) ha permesso di identificare la malattia prima che potessero insorgere i segni clinici più eclatanti.
- malattia renale cronica (11,4% dei casi): i problemi ai reni rappresentano uno dei nemici più subdoli del gatto anziano. Lo studio ha evidenziato che l'11,4% dei gatti presentava un danno renale cronico con aumento del valore della creatinina oltre i 2 mg/dL.
Un dato particolarmente interessante emerso dalla ricerca riguarda l'uso del biomarcatore SDMA in combinazione con la creatinina e l'analisi delle urine: i ricercatori hanno scoperto che molti gatti con danno renale presentavano valori di SDMA variabili, confermando quanto sia importante una valutazione completa (esami del sangue, delle urine e valutazione clinica) per diagnosticare tempestivamente il danno renale e impostare subito terapie specifiche in grado di prolungare la sopravvivenza e il benessere del gatto.
- ipertensione sistemica (7,1% dei casi): la pressione alta è un altro problema frequente nei gatti senior, riscontrato nel 7,1% dei soggetti valutati con misurazione della pressione sistolica (tramite metodo Doppler).
L'ipertensione è una "killer silenziosa": se non diagnosticata in tempo, può provocare danni devastanti agli organi bersaglio, primo fra tutti la retina, causando emorragie oculari, distacco della retina e cecità improvvisa (retinopatia ipertensiva).
Nello studio molti gatti ipertesi non mostravano cause apparenti evidenti (cosiddetta ipertensione idiopatica), mentre altri avevano patologie concomitanti come ipertiroidismo o problemi renali.
Questo sottolinea l'importanza cruciale di includere la misurazione della pressione sanguigna nei controlli di routine per i gatti di età superiore agli 8 anni.
Oltre alle tre grandi patologie sopra citate, lo screening ha portato alla luce diverse altre problematiche che spesso sfuggono all'occhio del proprietario:
- problemi dentali (tartaro e gengivite): la salute orale nel gatto anziano è spesso trascurata. Dallo studio è emerso che l'87,9% dei gatti presentava un certo grado di accumulo di tartaro e l'82,3% segni di gengivite.
Nel 6,1% dei casi la situazione era grave (punteggio massimo della scala utilizzata per la classificazione dei problemi dentali).
Il dolore dentale cronico è logorante per il gatto, che spesso continua comunque a mangiare, subendo tuttavia un netto peggioramento della qualità di vita.
- infezioni o batteri nelle urine (batteriuria): tramite prelievi sterili (cistocentesi), i ricercatori hanno riscontrato la presenza di batteri nelle urine del 9,7% dei gatti inclusi nello studio.
Oltre la metà di questi gatti aveva contemporaneamente problemi renali o ipertiroidismo, condizioni che predispongono a infezioni delle vie urinarie o a batteriuria subclinica.
- diabete mellito (1,5%) e sospetta neoplasia (1,5%): il diabete è stato diagnosticato nell'1,5% dei gatti, una percentuale superiore rispetto a studi precedenti e alla popolazione generale, legata proprio all'avanzare dell'età.
Masse sospette o neoplasie sono state individuate nell'1,5% dei casi grazie a un’attenta visita clinica e alla palpazione. Si tratta in entrambi i casi di malattie serie che, se intercettate precocemente attraverso esami di laboratorio e visite fisiche accurate, offrono margini di gestione e trattamento decisamente migliori.
- innalzamento degli enzimi epatici (ALT): circa il 14,9% dei gatti mostrava un aumento dell'enzima epatico ALT, nella maggior parte dei casi correlato alla presenza di ipertiroidismo o diabete mellito.
Cosa significa tutto questo per i proprietari di gatti?
I gatti sono evolutivamente predisposti a nascondere il dolore, la vulnerabilità e il malessere.
Questo significa che, quando un gatto mostra segni palesi di sofferenza a casa, la malattia è spesso già a uno stadio avanzato.
Un aspetto interessante analizzato nella ricerca riguarda un sottogruppo di gatti che era già stato visitato ed era risultato perfettamente sano entro i 24 mesi precedenti. In questi gatti i successivi screening hanno permesso di diagnosticare nuovi casi di insufficienza renale, ipertensione, ipertiroidismo e diabete.
Questo dimostra che le malattie negli animali anziani possono svilupparsi e progredire rapidamente nel giro di pochi mesi.
Aspettare che il gatto mostri sintomi evidenti prima di portarlo dal veterinario significa spesso arrivare quando la malattia è già in fase avanzata e più difficile da gestire.
Portarli a visite di controllo regolari (almeno una o due volte l'anno dopo gli 8 anni di età) è l'arma più potente per proteggerli.
Gli esami del sangue, l'analisi delle urine, il controllo della pressione e una valutazione clinica approfondita permettono di scoprire i problemi in una fase precoce, garantendo loro una vita più lunga, serena e in salute.





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