Cos’è la processonaria
La processionaria è la forma larvale, o bruco, di una farfalla notturna appartenente al genere Thaumetopoea (Fig.1).
In Italia le specie di maggiore interesse sono la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) e la processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea).
Il nome deriva dal caratteristico comportamento delle larve che, durante i loro spostamenti, procedono in fila indiana formando lunghe "processioni".

Fig.1 - Larva di processionaria
Le farfalle adulte depositano le uova sugli alberi da cui emergono le larve che, dopo essersi nutrite voracemente delle foglie della pianta, costruiscono un caratteristico nido all’interno del quale trascorrono l’inverno.
I nidi sono facilmente riconoscibili sugli alberi per il caratteristico colore biancastro (Fig.2).
Terminati i mesi più freddi le larve abbandonano il nido e si dirigono lungo il tronco verso il suolo formando lunghe file che possono raggiungere diversi metri.
Dopo qualche mese si interrano per poi trasformarsi in farfalle adulte, completando il ciclo biologico.

Fig.2 - Nido di processionaria contenente numerose larve
Perché sono pericolose le processonarie
La pericolosità della processionaria è legata alla presenza di migliaia di microscopici peli urticanti che ricoprono il corpo delle larve. Questi peli, estremamente fragili, possono essere rilasciati sia in seguito al contatto diretto con la larva sia per effetto del vento, rimanendo dispersi nell'ambiente anche dopo la morte dell'insetto o la distruzione del nido.
I peli urticanti contengono diverse sostanze biologicamente attive, tra cui la taumetopoeina, e sono in grado di provocare un'intensa reazione infiammatoria in seguito al contatto con la cute e le mucose.
Manifestazioni cliniche
Il cane rappresenta la specie più frequentemente coinvolta, poiché tende ad annusare, leccare o mordere le larve durante le passeggiate.
Il contatto con i peli urticanti determina un quadro clinico ad insorgenza molto rapida, generalmente entro pochi minuti.
La cavità orale è la sede più frequentemente interessata.
I segni clinici comprendono scialorrea profusa, dolore intenso, edema della lingua e delle labbra, disfagia e marcata irrequietezza.
Il cane tende a strofinarsi il muso con gli arti anteriori o contro il terreno nel tentativo di alleviare il fastidio.
Nei casi più gravi, il danno vascolare può evolvere rapidamente verso ulcerazione e necrosi della lingua, con perdita di porzioni più o meno estese dell'organo (Fig. 3 e 4).

Fig.3 - Necrosi della porzione apicale della lingua in un cane in seguito al contatto con la processionaria.

Fig.4 - Necrosi estesa della superficie ventrale e del margine laterale della lingua in un cane alcuni giorni dopo l'esposizione ai peli urticanti della processionaria.
Anche gli occhi possono essere interessati in seguito al contatto diretto dei peli con la superficie oculare. Le manifestazioni più comuni comprendono blefarospasmo, epifora, congiuntivite, chemosi e cheratite ulcerativa. Se non trattate tempestivamente, le lesioni corneali possono compromettere la funzione visiva.
Se i peli raggiungono le vie respiratorie, il cane può avere problemi respiratori con comparsa di edema delle prime vie respiratorie e dispnea con rischio di soffocamento nei casi più gravi.
Come si fa la diagnosi
La diagnosi è prevalentemente clinica e si basa sull'anamnesi e sul quadro clinico.
La comparsa improvvisa di scialorrea, edema linguale e intenso dolore orale dopo una passeggiata in aree ricche di pini o querce durante il periodo di attività della processionaria è altamente suggestiva.
L'esame obiettivo eseguito dal Medico Veterinario comprenderà la valutazione della cavità orale, dell'estensione dell'edema e dell'eventuale presenza di aree ischemiche o necrotiche della lingua, inoltre eseguirà un accurato esame oftalmologico qualora siano presenti segni oculari.
Come trattare in seguito al contatto con processonarie?
La rapidità dell'intervento rappresenta il principale fattore prognostico. Il primo obiettivo è limitare il tempo di contatto dei peli urticanti con i tessuti.
È pertanto raccomandato irrigare abbondantemente la cavità orale con soluzione fisiologica, evitando di strofinare la lingua, poiché ciò potrebbe favorire la rottura dei peli e il rilascio di ulteriori sostanze infiammatorie.
La terapia medica che imposterà il Veterinario sarà prevalentemente di supporto e verrà modulata in funzione della gravità del quadro clinico.
Nei pazienti con edema marcato e intenso processo infiammatorio è comunemente indicata la somministrazione di corticosteroidi sistemici.
Il controllo del dolore rappresenta un aspetto fondamentale della gestione clinica e richiede un'adeguata terapia analgesica.
Nei pazienti incapaci di alimentarsi è indicata la fluidoterapia, mentre la terapia antibiotica deve essere riservata ai casi in cui siano presenti necrosi estese o infezioni batteriche secondarie.
Le lesioni oculari richiedono un'immediata irrigazione con soluzione fisiologica sterile, seguita da un'accurata valutazione oftalmologica.
Nei casi di edema laringeo o di grave compromissione respiratoria può rendersi necessario il supporto delle vie aeree mediante intubazione o, nei casi estremi, tracheostomia d'urgenza.
Le immagini da 1 a 4 sono gentilmente concesse dall'Autore





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