Quali sono i tumori più frequenti nel gatto? E quali fattori possono aumentarne il rischio?
Uno studio italiano ha analizzato oltre 5.000 diagnosi di neoplasie feline raccolte nell'arco di 15 anni, dal 2008 al 2023, offrendo un quadro interessante sulla diffusione dei principali tumori nel gatto e sulla loro evoluzione nel tempo.
Quali sono i tumori più frequenti nel gatto?
Lo studio ha preso in considerazione 5.289 tumori primari diagnosticati mediante esame istologico in 5.154 gatti, provenienti prevalentemente da Toscana, Lazio e Liguria.
Un primo dato merita attenzione: circa l'81% delle neoplasie esaminate era di natura maligna.
I tumori diagnosticati più frequentemente sono stati i fibrosarcomi, che rappresentavano il 17,5% dei casi, seguiti dagli adenocarcinomi (15,4%), dai carcinomi a cellule squamose (14%) e dai linfomi (9,6%).
Si tratta di neoplasie molto diverse tra loro, che possono interessare organi e tessuti differenti e avere comportamento biologico, terapia e prognosi altrettanto differenti.
Il rischio aumenta con l'età
L'età rappresenta uno dei principali fattori associati alla presenza di tumori maligni.
Secondo i dati dello studio, per ogni anno di età del gatto la probabilità che una neoplasia sia maligna aumenta di circa l'8%.
Questo non significa, naturalmente, che i tumori siano esclusivamente una malattia del gatto anziano. Alcune neoplasie possono comparire anche in soggetti più giovani: i gatti affetti da linfoma, per esempio, nello studio tendevano a essere più giovani rispetto a quelli colpiti da altri tumori.
Esistono differenze tra maschi e femmine?
Le femmine hanno mostrato una maggiore probabilità di sviluppare neoplasie maligne rispetto ai maschi.
Questo risultato è influenzato soprattutto dai tumori mammari, che nel gatto sono nella maggior parte dei casi maligni e possono avere un comportamento particolarmente aggressivo.
La sterilizzazione non è risultata associata a una riduzione generale della malignità di tutti i tumori, ma è stata correlata a un minor rischio di adenocarcinoma.
Per quanto riguarda in particolare i tumori mammari, è inoltre noto che la sterilizzazione eseguita precocemente può ridurne significativamente il rischio.
I maschi, invece, nello studio hanno mostrato una maggiore predisposizione verso fibrosarcomi e linfomi.
I gatti di razza sono più predisposti ai tumori?
Un risultato interessante dello studio riguarda la razza.
Complessivamente, i gatti di razza pura hanno mostrato una probabilità inferiore di sviluppare neoplasie maligne rispetto ai gatti comuni europei a pelo corto o lungo.
Questo dato non significa però che un gatto di razza sia protetto dai tumori.
Alcune razze possono infatti presentare una maggiore predisposizione verso specifiche neoplasie: nello studio, per esempio, Persiani e Siamesi mostravano un rischio maggiore per gli adenocarcinomi.
I fibrosarcomi sono diminuiti negli ultimi anni
Uno dei risultati più interessanti riguarda i fibrosarcomi, la cui frequenza si è quasi dimezzata tra il 2008 e il 2023.
Nel gatto alcuni sarcomi possono svilupparsi in aree nelle quali si verifica una persistente reazione infiammatoria, comprese le sedi di inoculo. Queste neoplasie sono conosciute come sarcomi felini associati al sito di iniezione (FISS).
La diminuzione osservata potrebbe essere associata, in Italia come anche in altri Paesi europei, almeno in parte, ai cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nelle formulazioni e nell'impiego di alcuni vaccini.
Si tratta tuttavia di un'associazione epidemiologica e non permette di attribuire la riduzione dei fibrosarcomi a un'unica causa.
Aumentano i carcinomi a cellule squamose
Un andamento opposto è stato osservato per il carcinoma a cellule squamose (SCC), passato dal 10,3% delle diagnosi nel 2008 al 15,9% nel 2023.
Tra i principali fattori di rischio per alcune forme cutanee di questo tumore vi è l'esposizione cronica ai raggi ultravioletti.
Sono particolarmente vulnerabili i gatti con mantello bianco o con aree poco pigmentate, soprattutto a livello di padiglioni auricolari, naso e palpebre.
La comparsa in queste zone di arrossamenti, croste, piccole ferite o ulcerazioni che persistono nel tempo e non tendono a guarire non dovrebbe essere sottovalutata.
Quando è necessario rivolgersi al veterinario?
La comparsa di un nodulo o di una massa non significa necessariamente che il gatto abbia un tumore maligno. Allo stesso tempo, però, non è possibile stabilire con sicurezza la natura di una formazione semplicemente osservandola o toccandola.
È quindi consigliabile sottoporre al veterinario qualsiasi nuova massa, soprattutto se cresce rapidamente, cambia consistenza o aspetto, si ulcera o persiste nel tempo.
A seconda del caso, il veterinario potrà consigliare un esame citologico o una biopsia con esame istologico.
In presenza di una neoplasia potranno inoltre essere necessari esami del sangue, ecografia, radiografie, TC o altri accertamenti per verificare l'eventuale diffusione della malattia.
Identificare precocemente una neoplasia e conoscerne esattamente la natura permette di scegliere il trattamento più appropriato e, in molti casi, può migliorare sensibilmente le possibilità terapeutiche e la prognosi.





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