Epilessia primaria o idiopatica nel cane.

Epilessia primaria o idiopatica nel cane.

Epilessia primaria o idiopatica nel cane.

Il termine epilessia definisce un disturbo ricorrente a carico del Sistema Nervoso Centrale caratterizzato da crisi convulsive. Le crisi possono avere una manifestazione clinica varia, anche se quella più frequente è costituita da contrazioni muscolari tonico cliniche generalizzate associate a temporanea perdita di coscienza ( crisi convulsiva generalizzata o “grande male”) . La manifestazione convulsiva vera e propria ha durata di 1-2 minuti o meno, può essere preceduta da alterazioni del comportamento ( la cosiddetta “aura”) e può essere seguita da deficit neurologici temporanei (fase post-ictale) caratterizzati da difficoltà locomotorie, movimenti in circolo, cecità etc.  La frequenza con cui si verificano le crisi è molto varia. Se si verifica più di un episodio durante la stessa giornata si parla di “crisi a grappolo”. Se una singola crisi perdura più di 5 minuti si parla di “stato di male epilettico”.

Mentre un singolo episodio di breve durata non è mai pericoloso per la vita del cane, crisi a grappolo  e stato di male epilettico costituiscono vere e proprie emergenze cliniche in quanto possono essere causa di morte.

Riguardo alla causa dell’epilessia, distinguiamo una forma primaria o idiopatica ( in alcune razze su base genetica) in cui l’alterazione di base è a livello di alcuni neuroni della corteccia cerebrale che risultano più eccitabili della norma, ed una forma secondaria  o sintomatica in cui esiste una causa sottostante (alterazione metabolica, malformazione cerebrale, meningoencefalite, tumore cerebrale etc) che determina l’insorgenza delle crisi convulsive. 
I soggetti che manifestano per la prima volta una crisi convulsiva devono essere sottoposti ad una attenta valutazione clinica veterinaria di tipo specialistico. Lo scopo è quello  di confermare che si tratti realmente di crisi convulsive e di determinare se si è di fronte ad una epilessia primaria o secondaria. 
La valutazione diagnostica deve prevedere  quattro fasi fondamentali:
  1. Studio della manifestazione clinica della crisi. A tale scopo risulta molto utile esaminare filmati registrati dal proprietario al momento dell’attacco.  
  2. Visita clinica neurologica. In un soggetto affetto da epilessia primaria la visita neurologica, eseguita a distanza di qualche giorno dall’ultima crisi, risulta negativa. Viceversa se esiste una causa strutturale alla base dell’epilessia, possono essere evidenziati  uno o più deficit neurologici.
  3. Esecuzione di un esame emato-biochimico completo che permetterà di escludere eventuali cause metaboliche.
  4. Esecuzione di una Risonanza Magnetica cerebrale che permetterà di escludere eventuali patologie strutturali a carico dell’encefalo.
Se i punti 2, 3 e 4 daranno esito negativo, il soggetto, per esclusione,  potrà essere classificato come epilettico primario.
La terapia dell’epilessia primaria si rende necessaria  quando le crisi superano il numero di 3-4 crisi all’anno o quando si manifestano crisi a grappolo o stato di male epilettico ( anche in unica manifestazione).
Esistono farmaci di prima scelta ( Fenobarbitale, Imipetoina ) efficaci in un buon numero di soggetti e farmaci di seconda scelta (Potassio Bromuro, Levetiracetam, Zonisamide ) da riservarsi a pazienti refrattari alla terapia convenzionale. 
Un buon successo terapeutico deriva non soltanto dal tipo di farmaco utilizzato, ma dall’attento e continuo monitoraggio dell’animale eseguito dal proprietario in sintonia con il neurologo veterinario che lo segue. 
Un cane affetto da epilessia primaria, se controllato in maniera adeguata dalla terapia, può svolgere un’ attività del tutto simile ad un soggetto non affetto ed ha una aspettativa di vita sovrapponibile.
“DVM, Diplomato ECVN, EBVS® - European Specialist in Veterinary Neurology (Neurologia)”

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