Il mio gatto ha un "Nigrum": cosa debbo aspettarmi?

Il mio gatto ha un "Nigrum": cosa debbo aspettarmi?


Con il termine di “Nigrum” o sequestro corneale si intende una malattia che colpisce l'occhio in cui una parte più o meno estesa della cornea va incontro a degenerazione e necrosi, ovvero “morte cellulare”.

Tipicamente colpisce il gatto e clinicamente si manifesta come un’area opaca di colore scuro (ocra, marrone o decisamente nera) a volte circondata da un alone grigiastro di edema e accompagnata da vasi neoformati. 


Il gatto normalmente si presenta infastidito, a volte abbattuto, tende a grattarsi e a socchiudere l’occhio che apparirà più arrossato e con un aumento delle secrezioni. Di solito la malattia è unilaterale, ma non è infrequente che si presenti anche dall’altra parte, simultaneamente o a distanza di tempo, in particolare nei soggetti più giovani.


Generalmente il sequestro corneale colpisce gatti di media età, di entrambi i sessi e soprattutto di razza brachicefalica (Persiani ed Esotici), ma possono essere affetti anche gatti domestici o di altre razze. 


Fra i fattori predisponenti ricordiamo le condizioni che tendono ad irritare la superficie oculare come l’esposizione anatomica del bulbo oculare (esoftalmo), il mal posizionamento delle palpebre (entropion), le infezioni croniche associate a ulcere corneali (es. per herpes virus felino), ma anche i traumi e i deficit qualitativi e quantitativi del film lacrimale.


La prognosi migliore si raggiunge di solito con il trattamento chirurgico: solo asportando la componente alterata della cornea si controlleranno meglio i segni clinici e le recidive, facilitando la guarigione e prevenendo le possibili complicanze oculari (a volte anche gravi), che possono causare anche la perdita della vista nell’occhio malato. 


A seconda della profondità e dell’estensione della lesione, il chirurgo opterà per la migliore tecnica chirurgica, da eseguirsi rigorosamente con l’ausilio di un mezzo di ingrandimento (microscopio operatorio); tra le diverse procedure ricordiamo la cheratectomia superficiale associata al flap temporaneo della terza palpebra, la cheratectomia profonda supportata da un lembo congiuntivale e/o un innesto di materiale biocompatibile, la membrana amniotica o il trapianto di cornea.


Se si interviene in maniera tempestiva e l’operazione viene fatta da personale esperto, la ripresa funzionale è buona ed il tasso di recidiva basso (circa il 10%), anche se in alcune razze può essere più elevato (es. nel Devon Rex).


Se si decide di non intervenire chirurgicamente, è possibile instaurare una terapia medica a base di antibiotici e antivirali, in attesa che il nigrum “si sollevi e venga espulso spontaneamente”, evenienza possibile, ma comunque rara.


Questo atteggiamento prudenziale o di attesa non è di solito consigliato dai veterinari specialisti perché spesso la patologia tende comunque a ripresentarsi, o peggio, ad aggravarsi fino alla possibile perforazione oculare, complicanza che può esitare in glaucoma o distacco di retina con perdita definitiva della visione o, più raramente, in endoftalmite, con necessità di rimuovere il globo oculare stesso (enucleazione).



“DVM, Dottore di Ricerca in Oftalmologia Veterinaria Specialista in Clinica e Malattie dei Piccoli Animali (Oftalmologia)”
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