Con la definizione di ipertensione sistemica si intende una condizione caratterizzata da un aumento della pressione del sangue nelle arterie, che è determinata dalla quantità di sangue che viene pompata dal cuore e dalla resistenza delle arterie al flusso del sangue.
In condizioni di normalità, ci sono dei complessi meccanismi neuro-ormonali (che coinvolgo reni, cuore, cervello e pareti vascolari) che si attivano in combinazione con fattori tissutali locali, per mantenere i valori di pressione arteriosa nei valori fisiologici.
Alcuni organi, tra cui i reni, hanno la capacità di regolare autonomamente la loro pressione entro certi limiti, infatti tale parametro varia in risposta a stimoli fisiologici (es. attività fisica, stress) e a meccanismi neuroregolatori atti a mantenere l’omeostasi emodinamica.
Si distinguono due momenti fondamentali: la pressione sistolica, che coincide con la contrazione ventricolare sinistra, e la pressione diastolica, che corrisponde alla fase di rilassamento del ventricolo sinistro.
I valori di riferimento nel gatto sono: 140-150 mmHg per la pressione sistolica, 135 mmHg come valore medio e 100 mmHg per la diastolica.
Nei cani, i parametri considerati normali sono: 140 mmHg sistolica, 100 mmHg media e 75 mmHg diastolica, con alcune variazioni in base alla razza.
Il monitoraggio della pressione arteriosa sistemica nei cani e nei gatti rappresenta una procedura complessa, influenzata in maniera significativa dalla tecnica impiegata, dal livello di esperienza dell’operatore e dalle condizioni ambientali in cui viene eseguita.
Per questo motivo è raccomandato un approccio integrato che combini diverse metodiche diagnostiche, allo scopo di migliorare l’accuratezza nella valutazione pressoria.
Metodiche di Misurazione
La pressione arteriosa sistemica può essere misurata tramite tecniche dirette o indirette. Le prime prevedono l’inserimento di una cannula all’interno di un’arteria, garantendo un contatto diretto tra il sistema di rilevazione e il flusso ematico.
Questo tipo di metodica è riservato ai reparti di terapia intensiva o monitoraggi anestesiologici, mentre nella pratica clinica veterinaria quotidiana si preferiscono metodiche indirette, meno invasive e più facilmente applicabili.
Le due tecniche indirette più diffuse sono:
- Metodo oscillometrico, che valuta le oscillazioni della parete arteriosa
- Metodo Doppler, che utilizza segnali acustici per rilevare il flusso ematico
Entrambe le metodiche prevedono l’applicazione di un bracciale pneumatico, generalmente sull’arto anteriore o sulla coda. È buona norma eseguire almeno cinque misurazioni consecutive, scartando i valori estremi (più alti e più bassi) per entrambe le pressioni (sistolica e diastolica), e calcolando una media attendibile.

Figura 1: misurazione della pressione arteriosa in un cane con metodica oscillometrica. Braccialetto applicato sulla coda con il paziente in braccio alla proprietaria, al fine di ridurre lo stato di stress del paziente.

Figura 2: misurazione della pressione arteriosa in un gatto con metodica oscillometrica. Braccialetto applicato sulla coda con il paziente tranquillo sul tavolo visita, evitando lo stress del contenimento.

Figura 3 e in copertina: misurazione della pressione arteriosa in un gatto con metodica oscillometrica. Si noti in contemporanea la verifica dell’attendibilità della valutazione mediante valutazione grafica della gaussiana formata dall’onda pressoria.
Organi bersaglio e fisiopatologia dell’ipertensione
Con il termine organi bersaglio si indicano quelle strutture particolarmente suscettibili ai danni causati dall’aumento cronico della pressione sanguigna.
Le patologie renali sono tra le principali cause di ipertensione nel cane e nel gatto, ma allo stesso tempo, il rene costituisce anche uno degli organi più vulnerabili a tale condizione.
Oltre al rene, rientrano in questa categoria anche il sistema cardiovascolare, il sistema nervoso centrale e l’apparato visivo.
L’aumento pressorio prolungato determina un sovraccarico del lavoro cardiaco, con conseguente sviluppo di ipertrofia miocardica e induce alterazioni vascolari a livello delle arterie.
A livello oculare, le modificazioni arteriolari sistemiche si riflettono anche a livello retinico, con aumento della tortuosità dei vasi, rilevabile mediante esame oftalmologico. L’impiego di strumenti specifici consente un’analisi dettagliata delle strutture oculari. I danni d’organo a livello oculare possono includere distacco retinico acuto, emorragie oculari e cecità.
L’integrazione dell’esame oftalmologico con metodiche come la misurazione oscillometrica della pressione e l’ecocardiografia, che può evidenziare alterazioni strutturali quali l’ipertrofia concentrica del ventricolo sinistro, permette di giungere a una diagnosi più precisa e completa.
Approccio clinico e terapeutico
Un approccio clinico efficace nei confronti dell’ipertensione sistemica richiede una strategia integrata che includa:
- Rilevazioni seriali della pressione arteriosa
- Valutazione cardiaca tramite ecocardiografia
- Visita oftalmologica approfondita
Nella specie canina e felina, l’ipertensione è frequentemente secondaria ad altre patologie sottostanti quali patologie renali (che costituiscono le cause più frequenti), ormonali, cardiache, iatrogene dovute alla somministrazione cronica di alcuni farmaci, idiopatiche ovvero di origine sconosciuta.
Per questo motivo, identificare la causa primaria risulta fondamentale per la prognosi, in quanto il trattamento della patologia scatenante può determinare la normalizzazione della pressione arteriosa.
In parallelo, la terapia farmacologica mira a migliorare il benessere clinico del paziente e a prevenire le lesioni secondarie agli organi bersaglio.
Il consiglio è di chiedere al vostro Medico Veterinario di fiducia di effettuare periodicamente una visita generale ed esami di controllo fra cui anche la misurazione della pressione sistemica.
Le immagini sono gentilmente concesse dall'Autrice.





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