LA TOSSE CARDIACA: UN MITO DA SFATARE

LA TOSSE CARDIACA: UN MITO DA SFATARE

Cosa è invece utile controllare nel proprio cane se affetto da cardiopatie


La tosse è un riflesso difensivo, improvviso e spesso ripetitivo, che aiuta a pulire le vie respiratorie da eccessi di secrezione, particelle estranee ed irritanti o patogeni.

È costituita da tre fasi: inspirazione profonda (tranne quando lo stimolo che lo evoca  insorge dalla laringe), una forte espirazione con glottide chiusa inizialmente e poi aperta con un violento e veloce (fino a 80 Km/h) rilascio dell'aria dai polmoni.

Essendo un riflesso protettivo dell’albero respiratorio, i recettori (le fibre nervose che se stimolate ne inducono l’insorgenza) sono localizzati nelle vie respiratorie: laringe, trachea, bronchi, con la massima concentrazione a livello di biforcazione della trachea.

A livello degli alveoli polmonari, la zona del polmone in cui avvengono gli scambi gassosi con il sangue, sono presenti solo recettori che sono sensibili solo a stimoli particolari quali il fumo o sostanze chimiche particolarmente irritanti.

Il cuore non ha nessun recettore della tosse. Allora perché si parla spesso di “tosse cardiaca”? Come può essere che il cuore evochi, induca o sia coinvolto nel meccanismo della tosse?

Perché lo si fa in modo improprio o semplicemente sbagliato. La tosse non deve essere infatti considerata un segno clinico associato a patologie cardiache, ma a patologie dell’apparato respiratorio. Quindi la “Tosse cardiaca” non esiste!

È vero che ci sono patologie cardiache che determinano un ingrandimento dei settori cardiaci sinistri con compressione delle strutture bronchiali, ma se queste sono normali, tali ingrandimenti non sono mai in grado di indurre per questo tosse.
È necessario che il cane cardiopatico abbia contemporaneamente una patologia bronchiale che deve essere curata assieme o, in alcuni casi, prima della patologia cardiaca.

Nei cani in terapia cardiologica l’incremento di dosaggio di alcuni farmaci (in particolar modo i diuretici) non ha, nei casi di tosse, alcuna indicazione e anzi sortisce effetti contrari perché contribuisce all’addensamento delle secrezioni normali o patologiche che siano. È buona norma, anzi, specie nei soggetti che tossiscano per concomitante broncopatia, umidificare l’ambiente (meglio con umidificatori che non producano calore, senza utilizzo di profumi o olii essenziali) proprio per favorire l’eliminazione delle secrezioni rese più fluide.

Nelle cardiopatie più comuni, quelle che interessano i settori sinistri del cuore, la terapia cardiologica ha lo scopo di controllare o impedire l’insorgenza dell’edema polmonare. L’edema polmonare è un eccesso di fluidi di derivazione ematica nell’interstizio polmonare con possibile invasione degli alveoli e conseguente compromissione degli scambi gassosi tra aria e sangue.

In presenza di edema polmonare non si riscontra mai tosse, perché i recettori della tosse presenti a quel livello sono attivati solo da fumo o stimoli chimici.
I segni clinici della sua presenza sono l'aumento della frequenza respiratoria, e nei casi molto avanzati, ortopnea: la necessità di dover stare in piedi e deambulare per poter respirare.

Ecco quindi che la valutazione della frequenza respiratoria nel proprio cane, nei momenti in cui è rilassato e a riposo, idealmente quando sta dormendo, è, anziché il controllo della frequenza della tosse, l’aspetto più importante da valutarsi e a cui porre attenzione.

Dovrebbe essere fatto nel proprio cane cardiopatico in terapia, ogni sera, contando gli atti respiratori in 30 secondi e moltiplicando per 2 (ma esistono in commercio alcune App gratuite che aiutano in questo senso). La frequenza respiratoria (RRR Resting Repsiratory Rate), nel cane non dovrebbe superare i 30 atti respiratori al minuto (quindici in trenta secondi).

Un superamento di questa soglia di 5-7 unità, così come un trend nell’incremento che si registri in modo consecutivo in alcune misurazioni deve essere considerato il primo segnale di allerta che implica una valutazione cardiologica urgente con la probabile necessità di instaurare una terapia diuretica o di rivederne il dosaggio.


 

“DVM, Specialista in Clinica dei Piccoli Animali, Diplomato EVPC, EBVS® - European Veterinary Specialist in Parasitology”.
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