Melanoma orale del cane e nuove terapie

Melanoma orale del cane e nuove terapie

Il melanoma è il tumore della bocca più frequente nel cane; più spesso colpisce soggetti anziani, di 8-9 anni e oltre.

A questa età i cani sono spesso affetti da parodontopatie, e l’alito può non risultare gradevole; ma, in caso di sviluppo di un melanoma, tumore sanguinante e a rapida crescita (quindi con parti necrotiche a cui si aggiunge anche infezione locale), il nostro olfatto è messo a dura prova perché tale tumore, tra tutti quelli orali del cane, è l’unico (insieme forse ad alcuni sarcomi e carcinomi) a essere davvero così maleodorante.

Può svilupparsi in qualsiasi punto della bocca: giunzioni mucocutanee o mucose di labbra e guancia, gengiva dell’arcata dentaria superiore o inferiore (sia esternamente sia internamente), mucosa del palato duro e/o molle (più spesso in fondo alla bocca), lingua (anche in questo caso nella parte caudale), etc.

A differenza delle parodontopatie, che in genere interessano entrambe le arcate dentarie, in questo caso il problema è localizzato in una parte precisa della bocca e se il tumore è gengivale ci può essere perdita localizzata di denti; il paziente ha inoltre spesso colio di saliva striata di sangue e se il tumore è in fondo alla gola, può esserci anche difficoltà a deglutire.

Il suo colore può essere completamente nero (melanoma melanotico), nerastro solo in alcuni tratti (parzialmente melanotico) o addirittura non pigmentato (melanoma amelanotico); la base d’impianto può essere ampia mentre altre volte può sembrare quasi peduncolato.
E’ un tumore aggressivo che può invadere l’osso e sviluppare metastasi ai linfonodi regionali (del collo, anche se clinicamente possono apparire normali) e a organi più distanti.

La diagnosi definitiva è istologica e può essere ottenuta prima del trattamento definitivo prelevandone un pezzo. Considerata la sua aggressività, l’attenzione deve essere rivolta:
1) alla possibilità o meno di resecare “in blocco” il tumore (come tutti i tumori maligni, il melanoma, all’atto della resezione definitiva, deve essere circondato da tessuto sano, che può essere costituito da tessuti molli e/o osso; se questo è ritenuto non possibile, la chirurgia è da considerarsi solo una tappa del trattamento perché poi il controllo locale deve essere ottenuto con radioterapia; quest’ultima può anche essere l’unico trattamento proponibile se il tumore è considerato davvero inoperabile; dopo resezione “in blocco” si operano poi le opportune ricostruzioni);
2) metastasi linfatiche e a organi distanti (prima di proporre un trattamento definitivo è essenziale assicurarci che il tumore non abbia prodotto metastasi lontane, per questo si propone sempre una TC “total body”; se si visualizzano metastasi oltre ai linfonodi regionali, l’unico trattamento proponibile è la palliazione farmacologica; in caso contrario, si procede con la chirurgia e, all’atto della resezione del tumore primario, vengono asportati anche i linfonodi del collo per essere esaminati istologicamente (per stabilire lo stadio clinico).

La valutazione istologica postchirurgica ci informa quindi sullo stato dei linfonodi - metastatici o meno -, ci conferma la diagnosi di melanoma, ci precisa se i margini di resezione sono infiltrati o meno da cellule tumorali e ci fornisce dettagli prognostici e di prosieguo della terapia (parametri immunoistochimici).

La chirurgia e/o la radioterapia infatti non bastano nella maggior parte dei casi; i dati statistici, per i cani con melanoma trattato solo chirurgicamente (anche a margini “puliti”), parlano di una mediana di sopravvivenza di circa 330-350 giorni e di un 30% di cani vivi a 1 anno; il 70% dei cani, purtroppo, muore a causa di metastasi disseminate, con o senza recidiva locale; inoltre, la chemioterapia standard è poco utile per il prolungamento della sopravvivenza.

Considerata però l'elevata immunogenicità del melanoma, sono stati sviluppate terapie immunologiche contro specifici antigeni espressi dalle cellule tumorali (ad es. tirosinasi, CSPG4 – la presenza di questi antigeni è svelata mediante immunoistochimica).

Gli studi già pubblicati sull’immunoterapia post-chirurgica del melanoma hanno documentato che in molti casi è possibile prolungare di molto la sopravvivenza di questi pazienti, con raddoppiamento anche dei risultati ottenuti con la sola chirurgia.



“DVM, Prof. Ordinario Clinica Chirurgica Veterinaria, Diplomato ECVS, EBVS® - European Specialist in Small Animal Surgery - (Oncologia Clinica, Chirurgia Oncologica, Chirurgia dei Tessuti Molli)”
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