Test di screening pre-vaccinale nel cane e nel gatto

Test di screening pre-vaccinale nel cane e nel gatto


L’immunizzazione, ovvero la vaccinazione, di cane e gatto nei confronti di agenti patogeni molto diffusi è fondamentale ed è molto importante eseguirla con regolarità.

Ad oggi le linee guida vaccinali (aggiornate nel 2024) prevedono un protocollo per cuccioli e gattini e richiami successivi in età adulta.

 

Che cosa è lo screening prevaccinale per il Monitoraggio dell’immunità ?

Per screening prevaccinale si intende un esame ematologico, che è possibile eseguire sia a cani che gatti, allo scopo di evidenziare l’assenza o la presenza e la quantità (ovvero il “titolo”) di anticorpi indotti dalle precedenti vaccinazioni o infezioni naturali.

 

Perchè è importante effettuare lo screening prevaccinale ?

Esistono pazienti per i quali la rivaccinazione può presentare un rischio per la salute.
Si pensi ad esempio a pazienti a cui vengono somministrate terapie immunosoppressive o chemioterapie, oppure pazienti che hanno o hanno avuto malattie immunomediate (anemie, poliartriti, trombocitopenie, ecc.) o in cui si sono verificate in precedenza gravi reazioni allergiche conseguenti alla somministrazione del vaccino.

Un’altra categoria di animali per la quale può essere indicato effettuare questa valutazione, sono i pazienti anziani, ripetutamente immunizzati nel tempo, per i quali può non essere necessaria un’immunizzazione tanto frequente quanto proposto dalle linee guida attuali.

In questi casi, pertanto, si deve prendere in considerazione la possibilità di valutare il titolo anticorpale per avere un’indicazione sulla protezione che il paziente ancora presenta nei confronti di quel virus.

 

Quali anticorpi e di quali malattie possono essere testati ?

Nel Cane è possibile testare la presenza di anticorpi contro Cimurro, Epatite, Parvovirosi mentre nel Gatto contro Panleucopenia, Herpesvirus, Calicivirus.

 

Cosa indica il test di screening prevaccinale ? 

La positività anticorpale a questi test, quindi la presenza di anticorpi, predice in maniera piuttosto affidabile una scarsa suscettibilità del paziente al virus in esame (il cane ed il gatto sono protetti).

Al contrario, l’assenza di anticorpi rilevabili, non predice necessariamente la suscettibilità, in quanto nella difesa del paziente contro un virus entrano in gioco anche altri strumenti del sistema immunitario, come l’immunità cellulo-mediata e l’immunità innata.

In questi pazienti è comunque consigliabile la rivaccinazione perché l’immunità cellulo-mediata non è quantificabile.

Un’ulteriore indicazione per eseguire i test sierologici è il controllo dell’efficacia del protocollo vaccinale nel cucciolo o gattino.

Per un cucciolo o gattino che ha terminato le somministrazioni di vaccino con i relativi richiami, il veterinario potrebbe ritenere opportuno verificare la produzione di anticorpi in seguito al completamento del protocollo (anche dietro richiesta del proprietario).

In questo caso è indicato attendere almeno 4 settimane dall’ultima dose di vaccino (quindi generalmente intorno alle 20 settimane).

Questa valutazione può essere fatta anche in un paziente adulto, ma senza particolari indicazioni di tempo.

Se gli anticorpi dovessero risultare negativi, si può eventualmente ripetere il protocollo vaccinale e ritestare il paziente per una nuova verifica.

Quei pazienti che dovessero risultare ancora una volta negativi vanno considerati non-responsivi/scarsamente responsivi (alcune razze canine predisposte sono Rottweiler, Dobermann, Akita Inu, Cocker, Pastore Tedesco).

 

I test sono tutti ugualmente affidabili ?

Esistono diverse tipologie di test alcuni dei quali presentano una scarsa specificità il che significa che potrebbero dare dei falsi positivi (ovvero indicare falsamente la presenza  di anticorpi contro un determinato virus) e pertanto, pazienti che necessiterebbero di essere nuovamente vaccinati, verrebbero erroneamente considerati immuni.

Per questo motivo è consigliabile, come sempre, affidarsi al Medico Veterinario di fiducia che deciderà di eseguire il test che può dare la risposta più affidabile.



“DVM, Diplomato ECVCP, EBVS® - European Specialist in Veterinary Clinical Pathology (Patologia clinica - Ematologia - Citologia generale e midollare)”
Med. Vet., PHD, Direttore de "Il Fatto Veterinario"
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