Perché riconoscere il dolore è così importante?
Il dolore è una condizione che compromette profondamente il benessere del gatto perché influenza la sua qualità di vita, le attività quotidiane, l'appetito, e perfino la sua capacità di guarire dopo una malattia o un intervento chirurgico.
Riconoscere i segnali di dolore è dunque fondamentale per offrire al gatto cure tempestive e prevenire inutili sofferenze.
Tuttavia, in questa specie il riconoscimento precoce del dolore non è affatto facile.
Il gatto, infatti, a differenza del cane, è molto abile nel nascondere uno stato di sofferenza.
Essendo sia preda che predatore, per natura, tende a nascondere le proprie vulnerabilità che potrebbero mettere a rischio la sua sopravvivenza.
Il gatto non si lamenta, non ha atteggiamenti teatrali, quello che fa inizialmente è solo cambiare le abitudini quotidiane.
Per questo motivo non ci si accorge subito che il proprio gatto non sta bene e spesso si arriva dal veterinario troppo tardi.
Questo articolo, dunque, vuole rendere il proprietario più consapevole in quanto il suo contributo è essenziale: non c'è persona migliore di chi convive con il gatto per riconoscere questi piccoli ma significativi cambiamenti il prima possibile.
La comprensione di come i gatti manifestano il dolore e come questo debba essere gestito, è cresciuta negli ultimi anni. Se si adotta una strategia efficace e quanto più precoce possibile, alcuni effetti del dolore possono essere migliorati o evitati.
Dolore acuto e dolore cronico: due condizioni diverse
Il dolore si distingue in due tipologie: acuto e cronico.
Si manifestano in modi diversi e richiedono strategie differenti di gestione.
Dolore acuto
Il dolore acuto insorge improvvisamente dopo un evento preciso, come ad esempio:
- traumi (cadute, investimenti, lotte con altri gatti);
- malattie acute (pancreatite, infezioni, ascessi, cistiti);
- interventi chirurgici.
Questo tipo di dolore può essere intenso, ma tende a risolversi in pochi giorni se viene trattato correttamente. Un gatto può mostrare sintomi acuti come:
- tendenza a nascondersi o a dormire più del solito;
- zoppia, riluttanza a muoversi e a saltare;
- posture insolite, come stare rannicchiato;
- occhi semichiusi, orecchie rivolte all’indietro, baffi tesi; (Fig. 1)
- riduzione o assenza di appetito, cambio di preferenze alimentari;
- vocalizzazioni o aggressività quando viene toccato.

Fig. 1 - Gatto con frattura del femore per caduta dal balcone. Notare le espressioni facciali tipicamente indotte dal dolore intenso: orecchie appiattite e ruotate verso l’esterno, occhi socchiusi, muso teso di forma ellittica, baffi dritti e proiettati in avanti, testa allo stesso livello delle spalle col mento che punta verso il petto.
Dolore cronico
Il dolore cronico è più subdolo. Si sviluppa e persiste per settimane, mesi o addirittura anni. È comunemente associato a malattie degenerative come:
- osteoartrosi (spesso confusa nei gatti anziani con il “normale invecchiamento);
- malattie dentali croniche;
- alcuni tipi di cancro o malattie croniche (es. pancreatite, IBD, ecc.)
Manifestazioni di dolore cronico possono essere:
- ridotta interazione con la famiglia e con altri animali;
- scarsa cura del mantello che appare quindi opaco o arruffato;
- aree alopeciche (senza pelo) provocate da un eccessivo leccamento (Fig. 2)
- calo o variazione di appetito;
- perdita o aumento di peso;
- difficoltà ad usare la lettiera (es. minzione o defecazione fuori dalla vaschetta igienica per difficoltà motorie);
- rigidità nei movimenti, difficoltà a salire le scale o sui mobili; un esempio classico sono i gatti anziani: piuttosto che saltare agilmente sul tavolo con un solo balzo come avrebbero fatto da giovani, ora scelgono di fare un piccolo salto sulla sedia prima di arrivare al tavolo.
I cambiamenti comportamentali sono sottili e graduali, e possono risultare evidenti solo nell’ambiente domestico per cui l’osservazione del proprietario è cruciale.

Fig. 2 - Alopecia autoindotta (da leccamento) in una gatta di 15 anni affetta da dolore cronico lombosacrale.
Cosa può fare il veterinario contro il dolore
Veterinari ed infermieri possono valutare la presenza di dolore mediante l’esame clinico che include anche l’osservazione delle espressioni facciali, della postura e la delicata palpazione dell’area dolorante.
Si utilizzano anche scale di riconoscimento del dolore acuto, come la Feline Grimace Scale che permettono anche di valutarne l’evoluzione dopo il trattamento.
In caso di dolore acuto il trattamento deve essere rapido e mirato ad eliminare la causa e a trattare il dolore, in base al caso e all’intensità, scegliendo tra analgesici come gli oppioidi, antinfiammatori, tecniche di anestesia locale che bloccano la percezione dolorosa direttamente nell’area interessata.
La gestione del dolore cronico richiede un approccio multidisciplinare e di lunga durata. Possono essere utilizzati non solo i farmaci, ma anche nutraceutici, modifiche ambientali e altre tecniche non farmacologiche.
In entrambe le forme di dolore, soprattutto in quelle croniche, possono essere proposte tecniche come fisioterapia, laser terapia o agopuntura che integrano la terapia medica tradizionale e che hanno dimostrato di poter migliorare la mobilità, ridurre l’infiammazione ed il dolore, contribuendo a migliorare la qualità di vita del gatto.
Cosa fare se pensi che il tuo gatto provi dolore
Se hai il sospetto che il tuo gatto stia soffrendo, ecco i passi fondamentali:
Annota i cambiamenti che noti: diminuzione dell'appetito, variazioni nel sonno, problemi a saltare e variazioni nell'uso della lettiera. Cattive condizioni del mantello. Aiuterai il veterinario a gestire al meglio il problema.
2) Non improvvisare cure casalinghe
Mai somministrare farmaci umani: una sola compressa dei più comuni anti infiammatori che abbiamo in casa può essere molto pericolosa. SOLO il veterinario può prescrivere analgesici sicuri ed efficaci.
3) Consulta immediatamente il veterinario
Il dolore acuto, se non trattato, può far peggiorare rapidamente le condizioni generali del gatto e può evolvere in dolore cronico. Quest’ultimo se non trattato tende a diventare più difficile da gestire. Prima si interviene, migliori saranno i risultati.
4) Adatta l’ambiente domestico
Usa ciotole rialzate e vaschetta igienica con bordi bassi; usa rampe o pedane per facilitare i salti; offri superfici morbide e confortevoli per il riposo; riduci lo stress ambientale mantenendo spazi tranquilli.
5) Monitora la qualità della vita
La qualità di vita è un concetto fondamentale in medicina. Valutare il benessere quotidiano del gatto e confrontarsi col veterinario permette di prendere decisioni consapevoli sulle terapie.
6) Collabora attivamente
Il trattamento del dolore è un lavoro di squadra tra veterinario e proprietario. Per mantenere il gatto in buona salute, è importante somministrare correttamente i farmaci, monitorare i suoi progressi e segnalare tempestivamente qualsiasi disturbo.
Riconoscere il dolore nel gatto non è sempre facile. Occorre guardare oltre l’apparenza e saper cogliere quei piccoli segnali che raccontano una storia diversa. È un atto di amore e responsabilità.
Se pensi che il tuo gatto possa provare dolore, non aspettare. Parla con il tuo veterinario di fiducia: insieme potrete costruire un piano personalizzato che gli garantisca serenità, dignità e benessere.
Le immagini 1 e 2 sono gentilmente concesse dall'autrice.





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